Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Brides on tour

Di Paolo (del 25/02/2009 @ 10:53:33, in Spose in Viaggio, linkato 317 volte)
In concomitanza con la Festa della Donna Byblos Art Gallery invita il suo pubblico a conoscere ed immergersi nel viaggio-performance iniziato lo scorso 8 marzo 2008 dalle artiste Pippa Bacca e Silvia Moro: Brides On Tour, Spose in Viaggio. Le due artiste hanno infatti dato vita ad un progetto di forte impatto culturale percorrendo in autostop i paesi del Mediterraneo sconvolti da recenti guerre, con lo scopo di portare loro un messaggio di pace, speranza e solidarietà, attraverso il viaggio stesso e una serie di rituali/performances di grande valore simbolico. Sono partite da Milano vestite solo con gli abiti da sposa, attraversando la Slovenia, la Bosnia, la Bulgaria, la Serbia sino ad arrivare in Turchia dove il percorso è stato bruscamente interrotto dalla tragica morte di Pippa, che non ha però distrutto la fiducia nel loro positivo messaggio e la volontà di spiegare i significati racchiusi in questo progetto, ricco di sfaccettature.

La Galleria si propone di ricreare le tappe più importanti vissute nel viaggio di Pippa e Silvia attraverso diverse sezioni espositive, in cui verranno esplicitate le varie tematiche del progetto ideato dalle due artiste. Il tutto sarà coadiuvato da testimonianze video-fotografiche, immagini, testi, oggetti donati e realizzati dalle donne del luogo. Pippa Bacca e Silvia Moro, infatti, da semplici viaggiatrici si sono trasformate per l’occasione in giovani spose per realizzare un matrimonio con la terra, con le persone incontrate nei luoghi esplorati e così sviluppare la ricerca del femminino, generatore di vita.

Proprio come inno alla vita Pippa Bacca ha realizzato durante il viaggio la "Lavanda dei piedi" alle ostetriche del posto, come simbolo di riconoscenza e gratitudine verso queste donne che permettono alla vita di nascere in luoghi in cui la guerra troppo spesso non ne ha rispetto. Silvia Moro ha invece utilizzato l’antichissima arte del ricamo che ha varcato i confini territoriali e culturali ancora prima di quelli linguistici, chiedendo alle donne che ha incontrato in ogni paese di realizzare ricami sul suo abito che contaminandone il bianco, rivelano e testimoniano la rete di connessione e relazioni possibili come dissolvimento dei limiti territoriali, culturali e linguistici, in nome della pace. Durante la mostra verrà redatto un catalogo del progetto con testi critici di Martina Corgniati e Giorgio Bonomi.

Parte del ricavato della vendita delle fotografie, realizzate dal noto fotografo Sirio Magnabosco, saranno devolute all’associazione AIDOS (Associazione Italiana Donne Per Lo Sviluppo) e parte verrà utilizzata dal fotografo stesso per portare avanti un progetto artistico che vada a ripercorrere gli ideali di pace e contaminazione, proseguendo idealmente il viaggio di Brides On Tour. Byblos Art Gallery - diretta da Masha Facchini con la valida collaborazione di Gaby Achilles e Stefano Crosara - nasce con il proposito di dare spazio a progetti di alto valore culturale che privilegino le forme e le tecniche espressive dell’avanguardia internazionale.

Lo spirito di ricerca innovativo della Byblos Art Gallery contribuisce a creare una straordinaria sinergia tra il marchio di moda Byblos, sinonimo di contemporaneità, ed il Byblos Art Hotel Villa Amistà – allestito con opere di arte contemporanea e design – che si esplica in un impegno significativo nel campo della cultura e della creatività. Questo luogo vuole essere centro vivo di incontri e scambio di idee tra artisti, personalità del settore pubblico, dove nasce il desiderio di capire e amare l'arte e attraverso questa sensibilità acquisita avvicinarsi al collezionismo.

Informazioni tecniche
Galleria:                      Byblos Art Gallery – Corso Cavour, 25/27 – 37121 Verona
Date Mostra:               9 Marzo – 9 Maggio 2009
Orari di visita:             dal martedì al sabato 10.00 /13.00 – 14.30 /19.30
Inaugurazione:          domenica 8 Marzo 2009 dalle 19.00 alle 24.00
Tel: +39 045 8030985 – email: info@byblosartgallery.it  www.byblosartgallery.it
 

Spose in Viaggio: Intervista a Silvia Moro

Di Erodoto (del 21/04/2008 @ 11:31:48, in Spose in Viaggio, linkato 1309 volte)
Riportiamo di seguito l'intervista che Silvia Moro ha concesso agli amici di Fotoup dopo il rientro dal viaggio. Ci fa piacere condividere con voi le parole e i sentimenti di Silvia che con Pippa aveva intrapreso il viaggio purtroppo interrotto.




da bridesontour.fotoup.net
Abbiamo incontrato Silvia al suo ritorno a Milano. Una lunga chiacchierata per parlare del progetto Brides on tour. Ecco cosa ci ha raccontato
di Amedeo Novelli

Spiegaci come è nato Spose in viaggio?
Il progetto è nato da un incontro con Pippa. Tutto è cominciato dall'immagine di una sposa in viaggio in autostop. Sebbene avessi meno esperienze di viaggi di questo tipo, rispetto a quella ormai consolidata di Pippa, come folgorata dall'idea di questa sposa errante ho accettato la sua proposta senza esitazioni. Da quel momento ci siamo buttate a capofitto nel lavoro di sviluppo del progetto, ciascuna con la propria poetica e ricerca artistica. Abbiamo così via via arricchito l’immagine iniziale, nel rispetto delle differenze che ci distinguevano, con i contenuti che ci hanno poi guidato per tutta la durata del viaggio. Due viaggi paralleli uniti dal medesimo progetto: le spose in viaggio.


Il vestito da sposa è l'elemento simbolo del progetto. Qual è il vero senso di questa scelta?
L'abito da sposa, anzi la figura della sposa è un'immagine con un altissimo potere simbolico. Un potere così grande che l'abito bianco è diventato un'icona capace di oltrepassare i suoi confini religiosi. L’abito da sposa è soprattutto il simbolo del matrimonio fra la terra e il cielo, fra le genti, le culture e le diversità. Anche il fatto di essere in due ha poi un suo significato, perché il due è il numero del femminino, del procedere, dell’incontro con l’altro e con la diversità. Due spose intenzionate ad incontrare, a conoscere aspetti dell’universo femminile nei paesi che avrebbero attraversato nel loro viaggio, molti dei quali ancora sconvolti da guerre e conflitti più o meno recenti. Perché la sposa è anche un simbolo di purezza, capace di generare la vita.

Quali erano gli obiettivi di Spose in viaggio?
In ultima analisi questa lunga performance, questo viaggio in autostop attraverso i paesi sconvolti dalle guerre era finalizzato alla diffusione di un messaggio di pace, di fiducia nelle persone che avremmo incontrato lungo il nostro percorso. Volevamo essere testimoni dei rapporti di reciprocità fra le diverse culture, con particolare riferimento alla figura e al ruolo femminile, raccogliendo documentazioni scritte, ma anche video e fotografie di questi incontri, delle vite, dei lavori e delle condizioni delle donne.
E come in una vera performance itinerante eravamo pronte anche ad assistere
alle variabili,intrinseche alle performance realizzate in luoghi pubblici,dove lo spettatore e l’artista si confondono l’un l’altro.

Ostetriche e ricamatrici, perché?
Pippa ha individuato come punto nodale della sua ricerca artistica un gesto altamente simbolico: lavare i piedi alle ostetriche per onorare il mestiere più antico del mondo ,che rende possibile la nascita. Registrando le loro voci le invitava a spiegare cosa significava per loro la nascita, la vita a cui loro stesse contribuivano ogni giorno col loro mestiere. Un incontro e un confronto sereno che quasi sempre faceva emergere anche le loro paure, le loro gioie e le loro sensazioni al momento in cui diventavano madri a loro volta.
Le ostetriche a volte venivano contattate direttamente da Pippa, altre volte dalle stesse famiglie che ci stavano ospitando.
Prima di incontrare Pippa alcune di loro erano perplesse, quasi diffidenti, perché non comprendevano il significato del lavare loro i piedi. Come d'incanto però, giunte di fronte a Pippa era come se scattasse qualcosa in loro: le vedevo sedersi in totale fiducia, affidare i propri piedi alle mani della mia compagna, rispondere alle domande, emozionarsi, donandole a volte alcune risposte del tutto sorprendenti.

Come è nata invece l'idea del ricamo?
Io ho scelto di incontrare le ricamatrici locali e le artiste perché il ricamo è da sempre un elemento centrale degli abiti da sposa e non solo. Le donne del mediterraneo conoscono il ricamo da tempi davvero antichissimi e questa tecnica di decorazione ha varcato i confini tra culture molto prima che lo facessero le persone stesse. Desideravo che le ricamatrici incontrate lungo il percorso da Milano alla Palestina facessero degli interventi sul mio abito affinché esso stesso diventasse la testimonianza della contaminazione fra le culture con cui sarei entrata in contatto durante il viaggio.
Ho visto così il mio abito cambiare giorno dopo giorno, grazie a mani e pensieri diversi, trasformandomi da “sposina” occidentale in una figura che era in qualche misura la sintesi di tutte le spose. Presto ho anche scoperto che il mio stesso abito era diventato un mezzo di comunicazione: alle donne che incontravo potevo spiegare il nostro percorso e il progetto anche solo mostrando i ricami via via aggiunti all’abito originale.
Tutti i nostri incontri sono avvenuti all'interno di abitazioni private, di ospedali oppure presso una serie di gallerie d’arte come è successo all’Alkatraz a Ljubliana, al Museo di Arte Contamporanea di Banja Luca, al Some Space e Ars Aevi a Sarajevo, al Magazin in Kraljevica Markain a Belgrado, e all'Artik e BM Suma a Istanbul.

Dopo quanto accaduto a Pippa, molti hanno criticato soprattutto la scelta dell'autostop. Ce ne spieghi il significato?
Abbiamo optato per questo modo di viaggiare perché presuppone una scelta di fiducia nel prossimo che ti permette di entrare in contatto diretto con le persone del luogo. Perché è un mezzo lento e senza mediazioni economiche.

Che tipo di persone si fermavano per darvi un passaggio?
Direi che non è possibile tracciare un profilo unico, anzi la meraviglia che scaturiva era data dal fatto che nel nostro percorso siamo state aiutate od ospitate da ogni genere di persone: contadini, studenti, lavoratori, camionisti ma anche manager o uomini d'affari.

E cosa pensavano vedendo voi due sul ciglio della strada di bianco vestite?
Qualcuno ci scambiava per due angeli, qualcuno per due spose in fuga, altri ancora si fermavano proprio per chiederci che cosa ci facessimo nel mezzo della Bosnia vestite da sposa e in autostop. Alcuni, invece, senza fare domande ci davano un passaggio per la semplice ragione che lo si deve fare e basta.

Ci sono state situazioni che ti hanno colpito in modo particolare?
Sì molte. Qualcuno per esempio si è spinto 120 km oltre il proprio percorso, pur di accompagnarci sino alla frontiera. Altri ci hanno offerto pranzi in meravigliosi villaggi di cui non conoscevamo nemmeno l'esistenza. Una volta, perfino un tassista ha rinunciato al suo guadagno e ci ha accompagnato nei pressi della nostra meta. Qualcuno ci ha addirittura fatto fare più di una deviazione pur di farci incontrare la propria comunità. Perfino in un'area di servizio in mezzo al nulla abbiamo trovato persone desiderose di incontrarci, di parlare con noi anche se solo attraverso gesti e parole.

Dove dormivate e chi vi ospitava di solito?
Siamo riuscite a sviluppare gran parte dei contatti prima della partenza, grazie alla collaborazione di amici che contattavano altri amici, all’appoggio di associazioni. Talvolta le gallerie d’arte stesse hanno procurato una stanza in albergo, grazie alla rete Servas, un network di ospitalità internazionale che non ha fini di lucro. In questo modo siamo state ospitate dalle persone più disparate: pensionati, artiste, sognatori ma anche tante persone “normali”.
La gran parte delle persone ci ha ospitate senza conoscerci e senza nemmeno immaginare che cosa potesse significare ospitare due spose in viaggio che avrebbero riempito i loro soggiorni ordinati di tutti i loro bianchi orpelli, elaborati, perline, pizzi e panni stesi, eppure senza batter ciglio siamo sempre state accolte calorosamente. Abbiamo potuto sederci alla tavola dei nostri ospiti e conoscerli come se fossimo parte delle loro famiglie.

Chi ha finanziato e sostenuto il progetto?
Il progetto è stato autofinanziato: sia io che Pippa abbiamo entrambe un lavoro, grazie al quale ci è sempre stato possibile continuare le nostre ricerche e realizzazioni artistiche. Abbiamo lavorato veramente sodo ogni giorno per sviluppare una rete di contatti disposti a capire la nostra performance e darci ospitalità, scrivendo, telefonando e usando il web. Nessuno ha dato un contributo economico diretto al progetto, ogni nostro collaboratore non ha né dato né ricevuto denaro. Anzi, con nostro grande stupore, giorno dopo giorno abbiamo assistito alla creazione di un vero e proprio network di persone e aziende che hanno creduto nel progetto Spose in viaggio. Come Byblos, e in particolare Masha Facchini, che ha sostenuto la realizzazione dell’abito e che ci apriva le porte della Byblos Art Gallery per la nostra prima mostra in italia. Come Fotoup.net che ha messo a disposizione la sua redazione e ha creato il nostro sito web. Come Terra del Fuoco che ci ha procurato un registratore digitale. Come JVC che ha fornito le videocamere. Come l’associazione culturale Casa Morigi, l'associazione culturale Erodoto, Love Difference, Franca Bertagnolli, e tanti tanti altri, amici di amici, artisti, ispiratori ed ispiratrici che hanno collaborato al componimento di questo progetto e alla sua realizzazione.

Quali sono le tue considerazioni oggi?
Il valore e il significato del nostro progetto è stato confermato giorno dopo giorno dalla ricchezza dei nostri incontri. La performance non portava avanti un messaggio di protesta ma ha sempre avuto come unico obbiettivo l’incontro con l’altro attraverso la fiducia, per raccontare le persone, le differenze e il loro superamento come fonte di arricchimento e non come limite.
Viaggiare con mezzi semplici è importante, mette concretamente in relazione le persone nella condivisione di un tragitto, di un silenzio, di un sorprendente paesaggio,di un thè o di un pasto. Allontanarsi dai voli in business class per viaggiare a piedi consente di comprendere dove ci si trova e, comprendere il “dove”, permette di accettare le diversità e di viverle come punto di partenza per la costruzione di relazioni pacifiche.

Poi però a Pippa è successa una cosa terribile. Non pensi che questo cambi un po' le cose?
La tragica morte di Pippa ovviamente dimostra quanto possa essere ancora pericoloso e difficile cercare di mettere in pratica relazioni pacifiche e costruttive nel nome delle diversità, ma non bisogna arrendersi. Ora più che mai, non dobbiamo avere paura del prossimo, dobbiamo andare avanti, continuare a superare barriere politiche e culturali cercando di entrare in contatto con le persone, condividendo per quanto possibile la loro vita, le loro abitudini e la loro cultura.

Cosa pensi di quanto accaduto a Pippa?
In questo momento in me c’è il rifiuto che questo viaggio, che parla di matrimonio fra le genti, sia stato interrotto da un mostro. Ma i mostri non hanno nessun passaporto né nazionalità. Sono una milionesima minoranza che non deve assolutamente impedirci di andare avanti a ribadire l’importanza dell’incontro in nome delle diversità, della loro comprensione e della loro accettazione. Dobbiamo usare qualsiasi mezzo possibile a nostra disposizione per parlare di pace e rifiutare qualsiasi forma di guerra e di violenza sulla terra. Pippa ci ha lasciato qui ora con molti quesiti, in questo indiscutibile dolore, sorprendendoci per come, suo malgrado, stia assolvendo al ruolo di artista, che, destabilizzando le nostre certezze, ci spinge violentemente a chiederci che cosa sia arte, che cosa sia vita e che cosa sia pace. E ci lascia il compito di non arrenderci alle forti contraddizioni che il vivere stesso ci presenta.

Cosa ne sarà del vostro progetto, del vostro viaggio?
Nel nostro progetto iniziale avevamo pensato a una serie di mostre in Italia ma volevamo anche sviluppare un'esposizione itinerante conclusiva presso le gallerie e i musei che ci avrebbero via via ospitato durante il nostro tragitto dall'Italia alla Palestina. Io sono fortemente determinata a far sì che tutto ciò diventi realtà.

Il viaggio delle spose riprenderà là dove si è interrotto?
Oggi credo ci sia bisogno di riposo e silenzio. Ma ogni giorno di più mi vado convincendo che per onorare il nostro progetto e le intenzioni di Pippa, sia doveroso non interromperlo a Istanbul. Se non arrivassi in Israele mi sembrerebbe di tradire la mia compagna e con lei tutte le persone che abbiamo incontrato, tutte le persone che hanno creduto al messaggio che stavamo diffondendo. Al momento però non so dirvi né come, né quando. Posso solo anticipare che, sparse lungo il nostro tragitto, diverse artiste si sono dette intenzionate a indossare l’abito da sposa per completare questo viaggio interrotto.
 

In memoria di Pippa Bacca

Di Erodoto (del 21/04/2008 @ 11:23:26, in Spose in Viaggio, linkato 1203 volte)
Di seguito riportiamo un messaggio di Sercan Duygan, turco, che ha voluto ricordare Pippa in questo modo (in 5 lingue) in contemporanea alle esequie che si sono tenute a Milano sabato .

Sulla strada destinata al cuore

Quando si gira un giroscopio colorito, si vede un colore solo: il bianco.Il bianco si rileva la sua integrita' quando tutti i colori si uniscono e si riflettono la loro energia. Il colore bianco significa la pace. Il bianco e' la purita' e la sincerita', la serenita'. Il bianco e' la novita'. Il bianco signifa di essere aperto al cambio.. Il bianco assorbe le variazioni e si riflette gli effetti a noi. Il bianco si influenza delle cose e poi gli rifletta. Sul bianco si vede il tempo che passa, il flusso che scivola. Una sposa vestita in bianco rispecchia una pagina nuova, la purita' e la serenita'. Due amiche, Pippa Bacca e Silvia Moro, hanno realizzato il significato di bianco tanto tempo prima del mese di marzo e si sono partiti con il loro abiti di sposa addosso. Hanno sognato di farci ricordare delle queste belezze e volevano portarci i suoi effetti. "Il viaggio e' un ideale e questo ideale assomiglia di una stella che non ci raggiungiamo mai. La stella, come fa vedere i marinai la loro destinazione, ci fa vedere la nostra destinazione anche a noi" ha detto un filosofo. Chissa' se questo e' vero per i tutti pero' per alcuni con le ideali suoi e' tanto vero. Loro sono andati avanti per realizzare le loro ideale e hanno desiderato di dividerle con noi. Oggi, ci siamo incontrati con una di questi viaggi. Come una idea, e' difficile di realizzare pero' porta un grande mesaggio spirituale. La loro destinazione comprende molti civilizationi di Europa e include la terra sacra di Gerusalemme. Un viaggio bianco puro, serene. Arrivano le spose. Purtroppo oggi siamo arrivati ad un altro livello di questo viaggio, un livello che nessuno l'ha progettato. Oggi Pippa Bacca si e' lasciata questo viaggio solo fisicamente. Lo spirito che lei portava ci ha gia' raggiunto. Lei ci ha mostrato come si realizzano i sogni, senza arrendersi al riguardo del livello di difficolta'. Ci ha ricardato che la pace e' difficile di ottenere pero' una si deve provare. Lei voleva farci vedere che la pace e una questione di integrita'. La strada per la pace attraversa proprio dentro di noi. Lei ha preso il primo passo per il coraggio, per la pace. Noi non siamo Pippa Bacca o Silvia Moro pero' le capiamo molto bene. Le loro emozioni e quello che volevano ottenere hanno un gran valore per noi. Noi riusciamo da vedere la luce sulla strada che hanno aperto per noi. Pippa ci riscalda con la sua sincerita'. Lei ci ha insegnato che la voglia e la determinazione di cambiare delle cose che troviamo ingiuste si trovano proprio dentro di noi. Ascoltare ed essere una parte delle emozioni e dei pensieri di Silvia, essere testimone dell'amicizia dei due nazioni e essere emozionamente insieme con la famiglia di Pippa ma sopratutto conoscere Pippa era un'esperienza bellissima. Abbiamo fatto tutti questi insieme, in solidarieta' e in pace, quanta bella. Pippa, ti mandiamo nostri garndi affetti e tutto il nostro amore. Ti ringraziamo per disegnarci questa strada per la pace assieme con Silvia e specialmente per includerci nel tuo viaggio destinato al suo interiore proprio.

SERCAN DUYGAN (translated by Pelin Levend)
 

A Pippa

Di Erodoto (del 14/04/2008 @ 17:13:21, in Spose in Viaggio, linkato 1860 volte)
Ci prendiamo la libertà di riportare la poesia che Alda Merini ha dedicato a Pippa e riportata oggi dal Corriere della Sera. Ci pare un modo molto bello di ricordare.

A Pippa

Abito bianco
per andare a nozze con la tua morte
e con quella di noi tutti
Ti sei vestita di bianco
ma siccome la tua anima mi sente
ti vorrei dire che la morte
non ha la faccia della violenza
ma che è come un sospiro di madre
che viene a prenderti dalla culla
con mano leggera
Non so cosa dirti
io non credo nella
bontà della gente
ho già sperimentato tanto dolore
ma è come se vedessi la mia anima
vestita a nozze
che scappa dal mondo
per non gridare

Alda Merini
 

IN MEMORIA DI PIPPA

Di Jessica (del 12/04/2008 @ 13:36:41, in Spose in Viaggio, linkato 3534 volte)
Conoscevo Pippa da un anno ormai, da quando mi ha contattata telefonicamente per parlarmi di questo viaggio. Pippa, vestita sempre di verde, con il suo sorriso e la sua fiducia nell’arte e nelle persone. La voglia di affrontare la vita a suo modo, con positività e con una fiducia intramontabile nei confronti del prossimo, con eterna voglia di sognare e creare. Me la ricorderò per sempre, con la sua bicicletta, il suo cesto sempre pieno zeppo di cose: arrivava così a Milano, sotto il sole o la pioggia, poco importa, arrivava sempre, sempre vestita di verde, verde speranza.

La stessa speranza con cui ha voluto questo viaggio, la stessa tenacia con cui ha sempre respinto qualsiasi obiezione sulle modalità di compimento dello stesso. L’abbiamo allertata diverse volte su quelli che potevano essere i pericoli reali di questa performance, ma invano. Ci ha sempre rassicurati raccontandoci le sue esperienze passate, e noi non abbiamo potuto fare altro che sostenere una volontà così forte, sedotti dall’idea che ci si potesse ancora fidare del prossimo, come lei stessa sosteneva e che l’abito bianco, e il messaggio di pace e fratellanza di questo viaggio, sarebbero stati lo scudo protettore dal male.

Ricordo la partenza in Via Morigi 8, l’8 marzo. Una mattinata speciale, vivace, viva, sotto tutti punti di vista. Ricordo l’abbraccio, la commozione e le parole strette al cuore: “ci rivediamo presto”. Poi via, in sella alle due vespe, si allontanavano dalla musica, gli applausi e quella stretta al petto che tutti sentivamo dentro, una morsa che nascondeva l’esigenza di rassicurarci che tutto sarebbe andato bene.

Non ci è ancora chiaro perché quel maledetto 31 marzo sia partita da sola dandosi appuntamento con Silvia a Beirut qualche giorno dopo. Sappiamo solo che è stato, come potevamo immaginare, un imperdonabile errore. Purtroppo siamo venuti a conoscenza di questa scelta solo a cosa fatta, troppo tardi quindi per tentare di farla tornare indietro, impotenti ormai davanti a tutto.

Davanti a quello che malauguratamente ci può accadere, davanti alla cattiveria, l’odio, la superficialità e la brutalità di questo mondo, il nostro mondo, nulla può servire a salvarci, neppure il verde, o l’arte, neppure le migliori intenzioni né la ferma credenza nella pace e nel messaggio di cui siamo latori.

Questa volta Pippa non ce l’ha fatta, lasciando in noi il buio, la sfiducia, il dolore. Con lei non ce l’abbiamo fatta neppure noi tutti, incoscienti sognatori, ricercatori di un mondo migliore.

Non dimenticheremo mai quello che è successo, ogni giorno della nostra vita, portandoci a riflettere sul senso della nostra esistenza e quello di questo mondo. Cercheremo la forza dentro di noi per lottare sino all’ultimo affinché le buone azioni non vengano mai dimenticate o nascoste, ma che servano a ricordare che qualcosa di buono, in fondo, tra gli esseri umani, è rimasto. Mi riferisco a tutte le persone che hanno creduto e costruito insieme questo progetto, compresi tutti coloro che hanno incontrato amichevolmente le spose durante il loro viaggio, ospitandole e tendendo una mano di fratellanza, stima e amicizia. Se non fosse stato per quel 31 marzo avremo avuto altre centinaia di persone da ringraziare, altre fotografie da pubblicare, altri racconti da ascoltare. Ne sono certa. Ma non sarà così.

In questo giorno di dolore non ci resta che ricordare e parlare di tutto quello che è stato fatto e detto. Lo faremo sempre, perché la scomparsa di Pippa porti con se un messaggio che non deve essere dimenticato, quello della ricerca ostinata e difficile della pace e del rispetto tra le persone e i popoli, ma soprattutto il rispetto della donna in quanto generatrice di vita e portarice di gioia.

Un sincero cordoglio da parte mia e di tutta l’Associazione Culturale Erodoto alla famiglia, a Giovanni, a Silvia, e a tutti gli innumerevoli amici e colleghi di Pippa.

Con immenso affetto e sentito dolore ti auguro, ancora una volta, buon viaggio.

Jessica Anais Savoia

 

ADDIO PIPPA

Di Erodoto (del 12/04/2008 @ 08:40:04, in Spose in Viaggio, linkato 2090 volte)
Il messaggio di pace che portava con se Pippa purtroppo non ce l'ha fatta a superare il male delle persone cattive. Dobbiamo tristemente riportare la notizia appresa da tg e quotidiani: questa notte hanno trovato il cadavere di Pippa. La magra consolazione è che hanno già arrestato anche il colpevole dell'atto efferato e vile (Murat K.). Noi dell'Associazione ci uniamo al dolore della famiglia, del fidanzato, degli amici e di tutti noi che abbiamo avuto modo di conoscere Pippa e la sua vivacità e leghiamo tutti in un abbraccio che accompagni Pippa nel suo ultimo viaggio.
 

Spose in Viaggio - Arrivo Burgas

Di Erodoto (del 25/03/2008 @ 11:29:22, in Spose in Viaggio, linkato 2702 volte)
Le spose sono arrivate a Burgas. Nel loro peregrinare sono oramai a due passi da Istambul che raggiungeranno in questi giorni. Ecco il loro resoconto


Eccoci a Burgas.
In data 24 marzo!
Che brave!!!
Domani si riparte per Istanbul, li pausa.
Ma da Sarajevo a qui dove siamo state?
Allora allora:
Siamo partite da Sarajevo dopo una giornata di gelo in cui abbiamo lavato
gli abiti e fatto tante cosine accompagante dalle ragazze di Ars Aevi, in
particolare da Samra e Amila. Ma nonostante la neve che ha imbiancato la
bosnia in poche ore, il giorno dopo e arrivato il sole!!!
Cosi l'autista di Arsa Aevi c'ha accompagnato sino alla strada verso Tuzla
e noi ci siamo messe a cercar passaggio sperando in una tintarella, il
sole e la neve dovrebbero fare miracoli. A interrompere il nostro solarium
e arrivato un simpatico padre di famiglia che abitava a pochi km a sud di
Tuzla, ci ha portato dove abitava, ha caricato in macchina due figlie (ce
n'era gia una) e ci ha portato sino al confine con la Serbia, facendosi
aggratis 50km in + (solo andata).
Dal confine abbiamo poi incontrato un ragazzo che ci ha consegnate dritte
in centro a Beograd, dove avevamo appuntamento con Tanja e con Maja.
Tanja che ci ha ospitato e un vero angelo, ci ha dato il suo letto ci ha
cucinato leccornie e nonostante avesse male ad un piede ci ha accompagnato
ovunque noi chiedessimo.
Maja e un artista bravissima, ne sentiremo presto parlare, anzi al +
presto vi mandero anche il cognome, perche cosi potrete cercare i suoi
lavori. Maja lavora con Biljana, un'artista gia molto importante, molto
amica di Michelangelo Pistoletto.
Ho potuto lavare i piedi a Jelena e Silvia ha ricevuto un bellissimo
intervento da Maja... E pensare che Beograd era cosi minacciosa mentre
arrivavamo da sud ovest: Palazzoni di cemento, fabbriche e baraccopoli.
Ripartire e stato facile: il nostro angelo aveva trovato un passaggio per
circa 200 km verso Sofija, dei suoi amici andavano in montagna venerdi
mattina e ci hanno lasciato in un area di servizio elegante e
confortevole: si chiamva Tito ed era piena di immagini di Tito...
Li abbiamo incontrato i primi marpioni del viaggio:
Memet e Ondarsh (i nomi li scrivo come li capisco). Ci hanno provato sino
al confine della Bulgaria, poi li siamo scese e un sacco di gente ci ha
fotografato mentre attraversavamo il confine... e mi sono chiesta, ma se a
noi fanno cancellare le foto in cui la dogana s vede in fondo in fondo,
lontana lontana, com'e che gli altri ci fotografano li in mezzo mentre
mostriamo i documenti e nessuno dice nulla... misteri delle dogane!
Dal confine comunque abbiamo avuto un passaggio da un ragazzo che parlava
bene tedesco e ci ha lasciato in una via abbastanza centrale di Sofija.
Li e arrivata la signora angelo.
Cercavamo l'ospedale militare e nessuno sapeva dove fosse, la signora si e
fermata e ci ha accompagnato sin la.
Dove siamo state raccolte da un'altra Maja, e ci ha guidato a casa sua,li
ci siamo abbandonate sui suoi divani e ci ha preparato un tea super
speziato,nonostante lei considerasse una cosa strana bere un tea senza
essere ammalati.
La sera abbiamo scoperto che ci piace molto l'Aperitiv alla Bulgara: Rakja
(grappa) e insalate varie.
Maja, che ci ospitava e mamma di Iljana, una giovane ostetrica, che, a
differenza delle altre che ho incontrato, ha paura del parto.
Nella tarda mattinata abbiamo raggiunto una ricamatrice, rintracciataci da
Elena, dell'istituto italiano di cultura, lei ha applicato due deliziosi
fazzoletti ricamati sull'abito di silvia e ci ha offerto una Pita, ceh
pero in Bulgaria non si chiama pita, ma... non lo so. Ebbene questa non lo
so era molto buona e ancora calda...
Tornate a casa. Riposo e poi... siamo uscite a cena con Maja, Vasco
(nostri ospiti) Elena e suo marito e il direttore dell'istituto con un suo
amico.
Aperitiv e altre cose, alla fine avevamo la panza piena e il direttore non
smetteva di dire sconcerie.
Insomma la mattina dopo ci siamo alzate comunque e Maja e Vasco pure e ci
hanno portato in un punto di ristoro sulla strada per Burgas. Insomma
lungo la strada c'era un agglomerato di baracche che vendevano un po' di
tutto, questo sarebbe un punto di ristoro...
Qui senza attendere molto siamo state caricate da due camion che andavano
a Burgas, Evgeni e Ivo e ci siamo sparate queste belle 6 ore di camion.
Evgeni, che portava me, non parlava altro che bulgaro quindi abbiamo
parlato poco, ma Ivo comunicava benissimo anche in Italiano.
Qui a Burgas eravamo attese dalla famiglia di Polina, ci hanno raccattato
alla stazione e assegnato un monolocale sopra a casa loro.
Dopo cena Elena, figlia di Fani, sorella di Polina, si e allenata
ricamando il mio vestito, chissa se questa sera riuscira a ricamare quello
di Silvia...
Oggi sono andata a vedere il mar Nero, che poi e sotto casa.
Domani... Istanbul!!!!!!


 

Spose in Viaggio - Fotografie da Ljubljana

Di Erodoto (del 19/03/2008 @ 09:40:26, in Spose in Viaggio, linkato 1428 volte)
Pippa e Silvia sono a Ljubljana e ci hanno mandato nuove foto del loro viaggio. In giro per la città qualcuno le aiuta a scrivere cartelli in maniera corretta, un giro per gallerie e per pasticcerie, qualche scambio di favori e, naturalmente, lavaggio dei piedi per Pippa e ricamo dell'abito da sposa per Silvia. Gli amici continuano a seguirsi uno con l'altro e ad aiutare le due spose nell'intraprendere il lungo viaggio in giro per il Mediterraneo. Scoprite le nuove foto...
 

Spose in Viaggio - Arrivo a Ljubjana

Di Erodoto (del 18/03/2008 @ 10:53:00, in Spose in Viaggio, linkato 1019 volte)
Pippa e Silvia sono a Ljubjana e ci hanno mandato un resoconto dettagliato della loro permanenza e del viaggio che le ha portate qui partendo da Gorizia. Di seguito trovate tutto il loro racconto e nuove foto del viaggio
Ecco il racconto:
eccoci qui! lasciata gorizia il 12 siamo arrivate a ljubljana in fretta, ci sono serviti solo 2 passaggi... la casa di Michele a Ljubljana è un minuscolo monolocale. siamo riuscite a invaderlo in un minuto e mezzo. Quindi la sera abbiamo fatto poche cose, perché la mattina ci siamo alzate presto perché la mattina del 13 ci siamo alzate prestissimo per andare in campagna a fare delle foto... una sorpresa di michele e maja per la mostra finale. poi, lasciate libere in città siamo andate in un negozio di abiti da sposa a prendere dei guantinuovi, perché ne avevo perso uno in campagna... la sera abbiamo performato alla galleria alcatraz! Alja ci ha donato una poesia che Mira ha ricamato sull'abito di silvia. Poi ho potuto lavare i òpiedi a Lilli un ostetrica che ha saputo rinnovare il mio stupore verso il suo lavoro. il 14 siamo andate a banja luka, il viaggio è stato un po' più duro, anche perché siamo partite un po' tardi (verso mazzodì) siamo arrivate alle 21.00 circa. Lì ci è stato messo a disposizione un intero appartamento che, sembrava normale, ma aveva la sua stanzina di barbalù: infatti dietro una porta c'era lo studio di berina, una stanza piena di colore quadri istallazioni... un incanto!!! a banja luka abbiamo performato il 15, un sabato. silvia ha raccolto bellissimi interventi sia da artiste che ricamatrici tradizionali. dopo di che il museo di arte contemporanea ci ha invitato a pranzo in un ristorante molto elegante dove ci siamo letteralmente stipate di cibo... concedetemi l'espressione e capirete la sensazione. La mattina dopo Anita, che aveva organizzato tutto, ci ha portate in un punto adatto all'autostop e arrivare a Sarajevo non è stato difficile, in 3 passaggi eravamo tra le braccia di Armina... Qui siamo state accolte subito con entusiasmo da tanti italiani che vivono qui e frequentano il Kino theater, dove sverna la compagnia 0 teatro... La sera mi sono rifugiata a casa... Anche perché la mattina abbiamo cominciato subito la giornata, di qua di là: da cristiana a fare un corso di pita (una sposa deve saperla cucinare! ce l'ha insegnata sena), e poi alla some space, passando per ars aevi (per concordare gli appuntamenti di oggi... incontro con le ricamatrici di breza, un attimo per conoscere quelle tre belle donne e poi: al alvoro!!! Alla some space quando siamo ritornate con le ricamatrici c'era già tanta gente ad aspettarci. Le ricamatrici hanno lasciato dei bellissimi fiori sull'abito di silvia e io ho incontrato una bellissima ostetrica che non ha voluto che le lavassi i piedi perché lo trovava troppo umiliante per me... Dopo siamo tornate al Kino dove suonavano musica tradizionale... poi nanna. oggi abbiamo ancora da incontrare una ricamatrice e da lavare gli abiti, ci assisterà ars aevi in questo e domani si riparte per Belgrado!
 

Spose in Viaggio - Superato il primo confine

Di Erodoto (del 18/03/2008 @ 08:37:50, in Spose in Viaggio, linkato 656 volte)
Pippa e Silvia, hanno raggiunto Gorizia dove hanno trovato diverse persone che le hanno aiutate. Pippa ha dato luogo alla cerimonia di lavaggio deipiedi a due ostetriche (una che lavora da quando aveva 14 anni e una al suo primo giorno di impiego). Il vestito di Silvia, invece, continua a crescere con nuovi ricami fatti da sarte, ricamatrici e semplici amiche ivi conosciute. Superata la giornata di Gorizia, le due spose sono partite alla volta di Ljubjana dove sono giunte il giorno stesso. I loro abiti attraggono l'attenzione dei passanti, dei curiosi e della gente comune. Incontrano anche italiani che vivono li da sempre o slavi che parlano perfettamente la nostra lingua grazie a matrimoni con nostri connazionali. Al primo impatto la città appare molto bella, nei prossimi giorni vedremo come sarà andata anche questa seconda tappa...
 
Pagine: 1 2